La nostra lingua madre non e' stato l'italiano ma il dialetto roccanovese, che e' tipico dialetto Lucano, si avvicina molto ai dialetti: napoletano, pugliese e calabrese. Buona parte dei vocaboli sono stati ricavati dagli articoli del Maestro Guido Emanuele sulla Piazza, e dal libro pubblicato dallo stesso:
“Roccanova – I Segni della memoria – Aspetti e momenti di vita sociale”.
Prodotti alimentari
(u) crùscentlievito naturale usato per fare il pane, per mantenerlo fresco veniva scambiato tra vicini
(i) culumbrFioroni di fichi
(u) càuzuniellpiccoli calzoni farciti con crema dolce di castagne o di ceci e poi fritti, dolci tradizionali di Natale
(a) chés-ricottcacioricotta
(u) chésformaggio, cacio
(i) crìspellpiccole ciambelle di pasta lievitata immerse nell'olio bollente, dolci tradizionali di Natale
(i) càncaricchpeperoncino molto piccante
(i) fichi che nucfichi con le noci. I fichi si facevano seccare al sole sulle 'spurtell di jinestr'. Quindi si preparavano mettendo le noci al centro dei fichi che venivano pressati. Infine si facevano rosolare al forno.
(a) frisellfetta di pane di forma rotonda secco. Si mangia inzuppandola nell'acqua e poi condendola con olio e pomodoro.
(i) firzuoupasta fatta in casa con un ferro piccolo sottile a sezione quadrangolare.
(a) gusghiàtellpezzo di pasta del pane che serviva per provare se il forno a legna fosse pronto per cuocere il pane. (La 'puccia' per i pugliesi è la focaccia cotta nel forno, mangiata farcita di pomodori, peperoni, mozzarella e olio.)
(i) fungii lattaruoualtro fungo di colore giallo caratteristico per la perdita di latte
(i) fungi pupuritiottimo fungo di colore bianco ad imbuto leggermente grigiastro sopra, simile alla russula, considerato indigesto e di scarso valore culinario
(i) fungi russuguiellaltro fungo di colore rossiccio sfumato, russula
(a) nfarnetpolenta, generalmente di farina di grano o di mais
(i) ménnuele mandorle
(u) piccelletdolce tradizionale di Pasqua fatto con la stessa pasta dei taralli con uova o finocchi. La pasta veniva intrecciata per contenere una o più uova sode.
(u) pitrusìnil prezzemolo
(u) Poupàccil peperone
(u) Poupacc-pisetpeperone macinato
(a) pern'kokkl'albicocca
(u) perkuokpesca
(a) pummarellmela
(i) rasckatiellcavatelli, pasta fatta in casa, incavati con le dita, a forma di orecchiette
(a) ruscellfette di pane, prima abbrustolite e poi cosparse di olio novello
(u) sangunaccsangue di maiale con uva sultanina, mandorle, cacao e zucchero nel budello di maiale
(u) sauzizzsalame generalmente piccante, realizzato con carne di maiale e conservato tramite affumicatura
(a) subbressetsoppressata, salame realizzato con carne di prima scelta di maiale e tenuto pressato sotto pesi, conservato tramite affumicatura
(a) sckanetforma di pane di circa 2 kg, che poi si taglia a fette (ruscell)
(i) viscuotttaralli tradizionali, usati nei rinfreschi di matrimoni o con l'uovo anche per le feste di Pasqua
(i) vunguibaccelli di fave verdi
Espressioni
Affàscinforma di magìa (bianca) che serve a scongiurare il malocchio, da donne esperte con qualche preghiera.
accattéa comprare
allùcchgridare
arrìpicchietraggrinzita (la pelle con l'avanzamento dell'età si raggrinzisce)
(u) bbagughBaule, in genere usato per conservare il corredo offerto alla figlia che andava in sposa.
(a) buffétt(tavola da pranzo), dal francese 'buffet'.
(a) camastrcatena di ferro che serve a sostenere la pentola al focolare
(a) canigghiacrusca
(a) canigghiouala forfora
(u) cannarutgoloso, dal latino canna gutturis (trachea o esofago);
(a) capisciòunastro di cotone; trine
(u) carusiellsalvadanaio
(u) casciòncassapanca per conservare il grano o altro
(u) catarrincipiente raffreddore
(u) catarràtt(botola), dal greco (ribalta; saracinesca).
(u) chiatril ghiaccio che si forma la notte quando la temperatura scende sotto zero, brina.
créidomani
piscréidopodomani
(a) cummércomare; madrina, di nozze, di battesimo o di cresima
(u) cup cupStrumento rumoroso usato a carnevale per accompagnare cantastorie improvvisati.
(u) cutùrrporcellino d'india che si allevavano in casa per uso alimentare
cutuémuoversi
(a) fatighèa lavorare
(a) fatìgalavoro (fisico)
(a) fazzatorespecie di mastello di legno di forma rettangolare serviva per impastare il pane
(a) Fucagnlocale munito di caminetto, che serviva per cucinare mangiare e riscaldare la casa
(a) Forgfucina artigianale per la produzione di attrezzi usati in agricoltura, zappe, falce, serrature, aratri.
(u) fucueerfocolare
(a) fuscèllcesta di giunco per la ricotta o il formaggio fresco
(a) gauéttcontenitore di legno con manico, per mescere vino o acqua, a forma di brocca
(i) gnummariéllrolatine fatte con frattaglie (interiori di capre o pecore) avvolte con gli intestini e cotti alla brace.
(a) granétmelograna
(i) grànidiniegranturco; mais; si utilizzavano anche le foglie o lamine, per riempire i materassi (sacconi)
(u) gualéncontadino, che arava i campi con i buoi.
(a) guandiervassoio usato per servire pasticcini
(u) gulijvoglia; macchie di vario colore e natura sulla pelle del bambino che secondo una credenza popolare è dovuta a una voglia non soddisfatta
(u) gùmmuerecipiente di terracotta usato per tenere fresca l'acqua d'estate.
(u) idetil dito
(u) idetonialluce e pollice
ill e iellLui e Lei: indicano i due protagonisti principali di un film.
(a) iummàrellun torrente di Roccanova che si riempie di acqua solo durante le piogge.
(u) ietafuocoTubo di ferro con l'estremo inferiore con due punte e un piccolo foro per soffiare sul fuoco per aiutare la fiamma.
(u) Jaskàriellfiaschetta di legno per portare il vino.
(a) chiangmacelleria; beccheria, piastra di pietra o di terra.
l'uorkl'Orco
l'uortl'Orto, giardino
(u) laghnaturmatterello usato per fare le fettuccine
(a) làmiavolta a forma di arco che si faceva costruire con mattoni nelle cantine, per evitare il crollo della terra arenaria
(u) maccaturfazzoletto, anche usato per coprire i capelli
(a) mappinstraccio da cucina. Dal latino 'mappae' (salvietta, tovagliolo).
(u) MastrIl Maestro barbiere, fabbro, sarto, calzolaio, Muratore
(u) mbrònstupido; imbecille; sciocco; zotico.
(u) mbrustil prestito in alcune ricorrenze oggettive alle quali si ricorreva per il prestito: il grano, la farina, il pane, l'olio, il lardo, la salsa, i peperoni secchi, l'aglio, le cipolle e tanti altri generi per alimenti. A questi seguivano: i tavoli, le sedie, le pentole, i tegami, le pignatte.
Mammagrannnonna, da Mamma grande
(a) ménn'la mammella
misura tummn, stuppielliIl tomolo era anche una misura per derrate come olive, mandorle, grano, etc corrispondente alla capacità di un apposito contenitore. Le due misure avevano nomi uguali perché per seminare un tomolo di terra serviva all'incirca un tomolo di grano.
misura tummntomolo, misura di superficie pari a circa 6300 mq. Un tomolo era formato da 2 mienzetummini, 4 quarti e 8 stuppiell.
(u) minníklo svogliato, chi non ha voglia di lavorare: poltrone, pigro.
mò'adesso
mucculonmoccioso (dispregiativo)
(u) Mùnaciellspirito folletto, spiritello della casa (credenza popolare)
(u) mùnn'straccio legato ad un palo, si usava bagnato a togliere la cenere dal forno caldo
(a) munnèpulire la verdura da cucinare, o il grano o la lana
(na) mùrr (di gente)moltitudine, gregge, un mucchio di persone
(a) nchianéa salire; venire in piano.
(a) nékculla, cesto di vimini che si appendeva ai travi di legno o ad un albero se in campagna
(u) nuòzzuoIl residuo solido della lavorazione delle olive per produrre olio.
nzuré, nzurétsposarsi, sposato (dal latino uxor)
onzaoncia. Misura di peso. Dal farmacista si comprava un'onza di olio di ricino, considerata circa 33 grammi.
(u) palmientspecie di tino in cemento per la fermentazione del mosto.
(u) palummcolombi
(u) pagghérRifugio di campagna, fatto di arbusti
(a) pagghiéttCappello di paglia
(u) partgallArancia
pascàrellscampagnata del Lunedì di Pasqua (aveva come meta tradizionale la chiesa delle Serre)
(u) patrùnpadrone, padrona (latifondisti) considerati proprietari delle persone alle proprie dipendenze
(a) pedànngrande recipiente di creta usato per conservare vino o olio, giara
(u) piettpetto; salita, dal latino 'pectus' (la parte anteriore del torace)
(u) pinnìn'discesa; pendio; dabbasso.
(a) pignetrecipiente di terracotta usato per cuocere le fave, ceci, fagioli e altri cibi al focolare
(u) pignatiellrecipiente di terracotta piccolo, usato per fare decotti al focolare
(a) préssla fretta
(u) PopparommL'Uomo Nero: si diceva ai bambini per spaventarli: "mo véne u Popparomm!"
(a) putéiala bottega, negozio
(i) ramaggharbusti da ardere, usati per accendere il fuoco al focolare
(a) rizzòuarecipiente di terracotta con due manici per tenere l'acqua a tavola, Orcia.
(a) rundinellrondine
(a) scaféa scavare
scauz (veie)va a piedi scalzi
(u) scazzuariellvortice formato dal vento a forma di mulinello
(u) sckanaturmadia nostrana, utilizzata per la preparation del pane e della pasta di casa (rasckatielli e firzuou)
sckascérompere
(u) cuòppeMestolo
(a) sckummarouschiumaruola
scuitétpersona tranquilla, senza pensieri, dallo spagnolo 'escuidado'.
(a) seggeSedia
(a) setuaattrezzo da cucina per passare la farina
(a) sòcrla Suocera.
(u) sparagnéil risparmio
(u) sparatrappcerotto. Probabilmente proviene dal francese 'sparadrap'.
(a) sport di canncesto fatto di canne e vimini usato per trasportare derrate alimentari.
(a) sportell d'jinestretelaio fatto di fili di ginestre usato per essiccare i fichi e pomodori da conservare.
(a) spésegrosso piatto tondo di vimini usato per far asciugare la pasta fatta in casa e melenzane bollite.
(a) spunzémettere a bagno
(a) spércuscinetto di stoffa posto sul capo delle donne, serviva per portare pesi: ceste, barili di legno ed altro
(u) stagghipagamento per abbonamento di un anno al barbiere, al fabbro e al calzolaio
(u) stricaturAsse di legno con scanalature usato per strofinare la biancheria mentre si lavava
(u) strùmmuuceppo di legno usato per sedersi, riferito anche a bambini di bassa statura
(u) sunettarmonica a bocca
(u) suttaniellgonna lunga fino all'altezza della caviglia di colore nero
straménfuori mano
(i) tagghiariellle fettuccine fatte a mano
(i) tappinbabbucce; pantofole. Dallo spagnolo 'chapin'.
(a) taranttarantola (ragno), tarantella; ballo di San Vito
(a) Tténil padre
(a) traggheécarro con slitte, trainato da buoi, serviva per raccogliere e portare i fasci di grano mietuti sull'aia per la trebbiatura
(u) trappitdal latino "Trapetum" o dal greco jonico "Trapeo" (stringere o spremere), frantoio
(u) trappiteroperatori addetti nel frantoio alla spremitura delle olive e relativa produzione dell'olio
(u) traìnetraino, carro tirato da cavallo
(a) troccùaStrumento usato al posto della campana nelle cerimonie della settimana santa. Troccola. Si tratta di maniglie di ferro montate su una tavola che agitata con la mano produce un caratteristico suono.
(amm) truzzéusato per urtare, piccolo scontro.
(u) tumpagncoperchio
(u) tuppacconciatura del capo, con i capelli rialzati e arrotolati o annodati
(u) vandisingrembiule indossato sulla gonna dalle donne, avanseno
(u) varattùucontenitore distributore d'olio per condire insalate e verdure
(u) varriéuebarile di legno si usava per tenere l'acqua da bere o per usi domestici
(u) varlacchcontenitore di legno tipo barile, si usavano in coppia per portare l'uva sulla soma dell'asino, dalla vigna alla grotta del vino
(i) vauaviecipiccole chiocciole che contengono piccoli molluschi di terra
(u) villìchl'ombelico
(u) vitriuousolfato di rame usato per preparare la miscela che poi veniva irrorata per proteggere la vite dalla peronospora.
(i) Zucculonigrossi topi, ratti; usato anche per donne di facile costumi.
Contrade
Caliuv (bosco)
Cauviell
Carrazit
Cipp'nosa
Crucivie
Difes
fierr
frabbichet
Funtanell
Jinillizz
Jimon (Nuovo Villaggio)
Mannariot
Manca
Manner
Marcellin
Marches
Murgitell
Muntagnou
Nici
Prét
Sant-iuorio
Serr
Schifard
Spadarei
Timpòn
Valadet
Proverbi
Agust, cap di viernAgosto principio dell'inverno
A chiange u mort' sò lacreme perdurePiangere il morto sono lacrime perse
A gallina feci l’ov', a lu gall l' bruscic' u cuuLa gallina fa l’uovo, e al gallo fa male il sedere (e il gallo pretende il merito).
A meua nov a port u vientLa brutta notizia si diffonde subito e dappertutto, come il vento.
Cane de chianch, chien d' sanghe e muort de femeL'apparenza a volte inganna.
Chi fatigh mangia, chi stei all'abbient mangia e beveChi lavora mangia, chi non fa niente mangia e beve.
Chi lass a via vecch e piggh a nov, sepi che lass ma non sepi che trovChi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova.
Chi nasc tunn non po muri quadretChi nasce stupido non può morire intelligente.
Chi vei c'u zzuopp mper a zzuppichéChi va con il zoppo, prima o poi impara a zoppicare.
Chi zapp veve acqua, chi a porta veve u vineChi zappa beve l'acqua, chi la porta beve il vino.
Dopp' arrubbet' a Santa chier, fen' i port di fierr'Dopo essere stati derubati, si rinforzano le porte.
Fe mele e pienz, fe 'bbene e scuordChi fa del male deve stare attento, chi fa del bene può stare tranquillo.
Giugn fauc m' pugniGiugno, falce in pugno.
Mper l'art e miettil 'ndu pirtusImpara un mestiere che prima o poi potrà servirti.
Non c’è chiù superb di nu pizzent arricchutNon v’è più superbo di un povero arricchito.
Non c’è chiù surd di chi non vo senteNon c’è più sordo di chi non vuole sentire.
No ntruuè l’acqua a ddù a piggh pi bevNon turbare i rapporti con persone presso cui ricorri per le tue esigenze.
Quann ci su tropp gall c'a canten nun fece meie jiuornQuando ci sono troppe persone a comandare si arriva al caos.
Quann i nuvue ven di pinnini miettiti n' cammin, quann veni di piett truoviti nu riciettQuando le nuvole vanno verso sud incamminati verso casa, quando vanno verso nord trovati un riparo perché la pioggia è imminente.
Quann t'i prummeten u porciell, vé subbit cu zucariellQuando ti offrono qualcosa conviene accettarla al volo.
Si u’ mbrust fossa na cosa bona, si mbrustirria a migghier!Se il prestito fosse un’azione garantita e sicura, si potrebbe dare in prestito anche la propria moglie.
Si ti fen meue mittic a pacienz fin a quann chill venin allu rimussSe ti fanno del male abbi pazienza ed attendi, poiché verranno a pregarti quando avranno bisogno di te.
Tant vei a rizzòua alla fonten fin a ché si ruppFacendo sempre lo stesso lavoro, prima o poi si sbaglia.
Tre sù i putiente: u Pep, u RRè e chi nun' tene nienteI potenti sono: il Papa, il Re e chi non ha niente.
U scarper veie che scarpe rutteIl calzolaio va con le scarpe rotte.
U pizzuu sen a scella ruttIl becco sano, l'ala rotta. Bravo a mangiare ma senza voglia di lavorare.
U supierch ropp' a pignet cu tutt u cupierchiIl sovrappiù rompe la pignata e anche il coperchio.
U vòi' chiem cornut o ciuccIl bue chiama cornuto l'asino.
Vei p' t' fe a croce' e t' ciech l'uocchieVai per farti la croce e ti accechi un occhio.
Ve cu chill mugghi di te e fall i spesFrequenta persone acculturate e offri loro ospitalità.
Viest nu cippon ca per nu baronSe vestito bene, anche un ceppo può sembrare nobile.